disumani con gli animali solo per profitto

Disumani con gli animali solo per profitto. Questa è la sintesi del motivo per cui un numero incredibile di animali vivi attraversa il mondo, su navi, treni e camion per essere macellati poco dopo essere arrivati a destino.

La logica e la necessità di non creare inutili sofferenze agli animali dovrebbero imporre che gli animali vivi non debbano circolare, macellandoli per obbligo nello stabilimento più prossimo al luogo di allevamento. Ma non è così, nonostante proteste e petizioni.

La crudeltà viene messa in atto per profitto, la sofferenza causata senza nemmeno avere una possibile giustificazione ma inflitta soltanto per motivi economici. Certo un guadagno lecito sotto il profilo della normativa, se tutti i trasporti di animali vivi la rispettassero. Altrettanto certamente però questo guadagno non ha alcuna considerazione verso etica e rispetto.

L’elenco dei maltrattamenti e delle sofferenze che noi arrechiamo agli animali è uno sterminato territorio denso di indifferenza, di non considerazione e assenza della minima possibilità di avere empatia con loro. Un territorio che ci costringe a vederli distanti da noi, diversi e come tali con meno diritti e minor rispetto. Animali sempre però, animali come noi.

Contro i trasporti di animali vivi si è mobilitata mezza Europa, per far cessare questi viaggi che non sono della speranza ma soltanto della sofferenza. Gli animali da carne sono costretti a migrare, ben più degli uccelli migratori e, al contrario di questi ultimi non lo fanno per perpetuare la specie ma per trovare la morte.

Di tanto in tanto ci sono interessanti inchieste, l’ultima in termini di tempo l’ha fatta CIWF Italia che ha seguito una delle tante rotte che solcano le autostrade portando il loro carico di sofferenza, con qualsiasi tempo e con qualsiasi clima. Una situazione che ricorda, tragico parallelo, quella dei migranti umani costretti a viaggiare e morire in condizioni disumane.

Ma nulla sembra cambiare, nulla sembra avere il potere di spezzare questo circolo vizioso che non ha altre ragioni che non siano quelle economiche. Certo se tutti smettessero di mangiare carne il problema sarebbe risolto, ma resterebbe comunque il baco che ci fa accettare crudeltà inutili. Il profitto, lasciato libero di non aver che poche regole, continuerà a erodere diritti, empatia, buon senso.

Ci riflettano i consumatori, decidano almeno dove e cosa acquistare in una scala di attenzioni crescenti che un giorno potrebbe portare a grandi risultati. Non dobbiamo abbassare le braccia e dichiararci vinti, dobbiamo sempre cercare di portare avanti le giuste battaglie etiche, consapevoli che sono una chiave indispensabile per aprire la porta che si affaccia su un futuro migliore.

Per smettere di essere disumani con gli animali solo per profitto. In fondo se il maiale fosse un cane avremmo già fatto molta strada contro i maltrattamenti nei trasporti, e non solo (leggi qui).