Coldiretti porta vacche

Coldiretti porta vacche e maiali in San Pietro per la benedizione, rito pagano e sofferenza si mischiano alla liturgia religiosa. Con animali, vittime incolpevoli, che vengono inutilmente trasportati da tutta Italia, più per politica che per religione. Con buona pace del rispetto minimo dei loro diritti che dovrebbero far escludere sofferenze gratuite. Carico, scarico e trasporto sui camion costituiscono momenti di sofferenza per gli animali, che potevano esser loro risparmiati.

Come ogni anno, nel giorno di Sant’Antonio Abate, Coldiretti si approfitta di una tradizione religiosa per avere un poco di visibilità. In questo modo, grazie agli animali portati sul sagrato di piazza San Pietro, può entrare nelle case degli italiani, sfruttando la benedizione. Dimostrando scarsa attenzione e rispetto per la tutela degli animali e dell’ambiente.

Occorre infatti chiedersi quanto questa comparsata possa costare in termini di gravi disagi, se non sofferenze, per gli animali, senza calcolare un inutile inquinamento. Le città di questi tempi soffrono a causa dello smog e delle polveri sottili, e vengono attuate limitazioni del traffico: proprio non si poteva fare a meno di portare gli animali sui camion? Sapendo che notoriamente i mezzi usati per il trasporto sono diesel e raramente di modelli recenti?

Portare animali in San Pietro per la benedizione certo non li farà star meglio

Senza toccare l’aspetto religioso si sa che agli animali, per ovvi motivi, nulla importa di essere ammessi alla presenza del pontefice. Per contro molto importa a Coldiretti, in un momento nel quale gli allevamenti di animali da reddito non sono proprio al culmine della popolarità. Sofferenze, produzione di gas serra e uso inappropriato delle risorse agricole per alimentare i bovini sono da tempo al centro di molte critiche. Per questo ogni occasione è buona per far vedere il lato buono, se esiste, dell’industria delle proteine, che di agricolo oramai ha davvero poco.

Razze antiche in pericolo di estinzione, racconta Coldiretti nei suoi comunicati alla stampa, che dovrebbero essere tutelate come se si trattasse degli ultimi koala. Dimenticando che sono proprio gli allevamenti di bovini e ovini che in tutto il pianeta hanno creato enormi problemi ambientali. Essendo la prima causa della deforestazione selvaggia, messa in atto per realizzare nuovi pascoli e per poter coltivare i vegetali per nutrirli.

Evitare le sofferenze inutili, quelle fatte subire solo per fare un po’ di spettacolo, sarebbe stata la miglior prova di attenzione che gli agricoltori avrebbero potuto fare per gli animali e per l’ambiente. Mentre il sindaco avrà dovuto fare un’ordinanza per autorizzare l’ingresso dei mezzi, con l’inquinamento di questi giorni, nel centro di Roma.

Occorrono meno parole sui diritti degli animali, ma molti più atti concreti

Sarebbe importante che i primi cittadini iniziassero a attuare il loro ruolo di tutela per quanto concerne gli animali, che non può riguardare solo quelli domestici. Cani e gatti rappresentano quelli più diffusi fra i cittadini, ma occorre che avvenga un avvicinamento culturale anche ai diritti degli animali allevati per altri scopi.

Coldiretti porta vacche e maiali a San Pietro, ma qualcuno avrebbe anche potuto dire no.