circo senza animali

Il circo senza animali battuto da circo della politica, dalla mancanza di coraggio per imprimere anche in Italia una svolta: così si è passati dall’eliminazione al progressivo superamento dell’uso degli animali negli spettacoli.

Un concetto vuoto, svilente, senza una data. Con un impegno a promulgare un decreto che si sa potrebbe andare in tutte le direzioni e in un tempo indefinito. Se ieri sembrava che i circensi protestassero e gli animalisti fossero contenti, comunque, oggi la realtà appare diversa.

LAV si dichiara infatti moderatamente soddisfatta per quella che definisce una vittoria animalista, ENPA appare invece fortemente contraria alla scelta politica fatta da un governo che per gli animali ha fatto davvero poco e nulla, con ministri imbarazzanti come Martina (PD) e Galletti (UDC), quest’ultimo unanimamente definito il peggior ministro dell’ambiente di sempre.

Ma di cosa allora si felicitano alcune associazioni che ritengono la nuova legge sullo spettacolo una pietra miliare per l’eliminazione dei circhi? Difficile poterlo dire con certezza perché in Italia fra il dire e il fare ci corre sempre il mare, quello dell’indifferenza e dei ritardi, come dimostrano i decenni trascorsi per avere leggi di recepimento effettivo di leggi e convenzioni. Quindi quando sarà l’eliminazione degli animali dai circhi? Meglio chiederlo alla sibilla che al parlamento ma intanto bisogna dar atto di quanto pubblica Ente Circhi sul suo sito (qui).

… l’ENC rileva che da parte del Parlamento è stato definitivamente sepolto, nonostante la soverchiante e ossessiva pressione animalista, il concetto di graduale eliminazione degli animali dagli spettacoli.

Quindi i circensi sono ben contenti del risultato e non usano mezze misure per dirlo. Ovviamente gratificando i politici che in questa triste vicenda politica, che ricorda le decisioni di Ponzio Pilato, hanno avuto un peso determinante per la realizzazione di questo tromp l’oeil, che inganna occhio e orecchio di chi crede che il problema animali nel circo sia risolto. Il circo senza animali battuto dal circo della politica (leggi qui) è una realtà, solo qualche associazione è fiduciosa circa la prossima vittoria, data per imminente.

Ma questa non deve essere presentata come una guerra di religione che contrappone visioni fideistiche, ma più come una guerra come quella di secessione americana fra abolizionisti e schiavisti. Qui non si parla di solo di diritti animali, si parla di riconoscere che gli animali, in quanto esseri senzienti, non possono essere tenuti in schiavitù per ragioni tanto basse quanto il doverli usare per uno spettacolo ludico, che oramai non ha più senso di esistere. Un po’ come voler illuminare ancora le strade con le lampade a olio.

Gli animali nel circo sono maltrattati e lo sono a prescindere dei comportamenti dai circensi: non ci può essere benessere nello spettacolo viaggiante già soltanto per le condizioni di vita, trasporto, spazio e per leavversità climatiche. Non c’è nemmeno bisogno di parlare di condizionamenti, di addestramenti coercitivi, di eventuali usi della forza e della violenza. Gli animali prigionieri dei circhi vivono in condizioni che sarebbero causa di una denuncia per maltrattamenti e per il ritiro della licenza se avvennissero in uno zoo italiano. Il resto è soltanto utile per creare una cortina fumogena sulla realtà.