Cacciatori contro volpi
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Cacciatori contro volpi, il TAR della Lombardia dice no ai tentativi di piegare la norma ai desideri dei cacciatori. Grazie a un ricorso promosso dalle associazioni ENPA, LAC e LAV al TAR, assistite dall’avvocatessa Valentina Stefutti. Le associazioni avevano impugnato il piano quinquennale di abbattimento delle volpi dell’ATC Laudense, per una serie di irregolarità. Il TAR ha stabilito la sospensiva di due punti del piano, riservandosi una valutazione complessiva in fase di discussione della causa di merito.

Il tribunale amministrativo ha ritenuto di sospendere la possibilità di cacciare le volpi dagli autoveicoli anche di notte e con i fari e di usare operatori non previsti dalle leggi in materia. Una censura che era già stata avanzata in altre occasioni, sempre sui piani di abbattimento delle volpi. I predatori sono da sempre osteggiati dal mondo venatorio, che li guarda sempre come competitori dei cacciatori su lepri e fagiani. Sotto il profilo scientifico le volpi, come tutti i predatori, sono un elemento fondamentale per l’equilibrio ambientale e, di conseguenza, dovrebbero essere tutelate e non sterminate.

Peraltro le volpi oltre a tenere sotto controllo le popolazioni di lagomorfi, con il prelievo dei soggetti meno prestanti e quindi più facili da catturare, sono anche gli unici predatori della nutria, negli stadi giovanili. Da tempo la comunità scientifica riconosce a tutti i predatori un effetto benefico sull’ambiente, contestato soltanto dal mondo della caccia e dalla parte peggiore del mondo agricolo.

Abbattere le volpi sparando di notte dai veicoli non sarà permesso

Il TAR ha infatti riconosciuto che la caccia alle volpe praticata dai veicoli, con l’uso di fonti luminose rappresenta un pericolo, oltre che un allargamento indebito del perimetro normativo. Una considerazione che i cacciatori ben conoscono, ma che provano a introdurre nei piani fino allo sfinimento. Per fortuna le associazioni presentano su questi piani di abbattimento continui ricorsi, che fermano l’illegalità.

Vietata anche la possibilità di usare negli abbattimenti personale autorizzato dagli ATC. A eseguire le operazioni di prelievo della fauna possono essere soltanto le figure previste dalla legge 157/92 e non altre. Fallito quindi il tentativo di poter aumentare il numero delle persone autorizzate a praticare la caccia alla volpe. La caccia notturna con i fari oltre ad essere pericolosa rappresenta una fonte di immotivato disturbo nei confronti di tutta la fauna.

La parola fine su questo piano poliennale, che dovrebbe restare in vigore nel comprensorio di caccia lodigiano sino al 2023, sarà scritta dal tribunale amministrativo il 16 luglio 2020. In quella datasi riunirà per valutare la questione nel merito, affrontando così anche le altre motivazioni del ricorso. In una regione, la Lombardia, che pur continuando a perdere ricorsi su provvedimenti adottati per favorire la caccia, sembra non avere intenzione di desistere.

A questo LINK potete scaricare un commento dell’avvocato Stefutti e l’ordinanza del TAR