caccia con richiami vivi

Roccoli e caccia con richiami vivi: la Lombardia ci riprova e autorizza nuovamente l’apertura dei roccoli, gli impianti per la cattura degli uccelli. Una pratica non selettiva, più volte contestata e annullata per ordine del TAR. Ma si sa che i voti contano, specie in un paese che è sempre in campagna elettorale.

Così il 2 agosto è passata la delibera che autorizza la riapertura e la cattura fino a 12.700 uccelli. Destinati a passare la loro vita in una gabbietta come quella della foto. Detenuti per ingannare gli altri uccelli, per farli avvicinare all’appostamento, dove comodamente seduto qualcuno sparerà loro.

La peggior forma di caccia, la più vergognosa, senza nemmeno avere la giustificazione di camminare per boschi e campagne. La peggior vita quella dei richiami, perennemente rinchiusi in gabbia e tenuti al buio per cambiargli la percezione delle stagioni. Devono cantare in autunno come se in realtà fosse primavera. Il fotoperiodo fa davvero brutti scherzi agli abitanti del cielo.

La vergogna di chi fa leggi illegali con consapevolezza e dolo

Quasi ogni anno la Regione Lombardia, ma non solo lei, autorizza questa barbarie, giustificata da una caccia che viene vista come una tradizione. Ma se anche lo fosse questo non autorizzerebbe ugualmente a catturare uccelli migratori con metodi non selettivi, né tanto meno a imprigionarli in strette gabbie.

I richiami vivi dovrebbero provenire esclusivamente dagli allevamenti, fatto che non comunque non giustifica la loro sofferenza. Ma almeno non rappresenta un’ulteriore violenza ingiustificata. In realtà il mercato dei richiami vivi è già pieno di animali di cattura, prelevati, o meglio rubati dai nidi. Per essere poi marcati illegalmente per farli sembrare di allevamento.

Un fenomeno che non conosce sosta e che ogni anno, nel periodo primaverile, porta a sequestri e denunce di bracconieri, sorpresi a catturare o a trasportare piccoli uccelli tolti dai nidi. Da allevare a mano per renderli più confidenti e dipendenti dall’uomo. Così piccoli da poter essere anellati come fossero nati in cattività.

Le associazioni venatorie applaudono, quelle ambientaliste ricorrono e protestano

Ovviamente ogni volta che una regione “strappa”, cercando di creare deroghe per allargare le maglie delle leggi in favore dei cacciatori questi ultimi esultano. In fondo è un segno di potenza di una oramai sparuta compagine che però condiziona ancora il voto. E così le associazioni ambientaliste saranno, ancora una volta, costrette a rivolgersi al tribunale amministrativo.

Che regolarmente annulla le delibere, talvolta prima che scaturiscano effetti, talvolta quando oramai è troppo tardi. Senza avere la possibilità di denunciare nessuno, perché l’attività politica non è censurabile! Neppure quando decisioni illegali sono prese più e più volte. E il partito che le promuove è sempre lo stesso: la Lega di Salvini.

Roccoli e caccia con richiami vivi saranno oggetto delle proteste delle associazioni protezionistiche che il 21 settembre faranno un presidio davanti alla regione. In attesa che il TAR della Lombardia dica la sua, cancellando come è probabile l’ennesima prepotenza.