bulldog francesi cuccioli spediti

Ben cinquecento bulldog francesi cuccioli spediti dall’Ucraina al Canada, per essere piazzati sul mercato locale. Ma purtroppo la spedizione finisce in tragedia: questa razza di cani ha seri problemi nella respirazione. All’arrivo, fra lo sconcerto dei funzionari dell’aeroporto si scopre che ben 38 animali erano già morti e altri si presentavano in cattive condizioni. Vittime di commercianti senza scrupoli e di una compagnia aerea che mai avrebbe dovuto accettare il carico.

Il volo da KIev a Toronto dura ben dieci ore, alle quali vanno aggiunte quelle necessarie all’imbarco e allo sbarco dei poveri animali. Un tempo di almeno 16/18 ore complessive durante il quale gli animali sono stati lasciati al loro destino. Un fatto inconcepibile specie quando riguarda cuccioli, troppo giovani per affrontare un viaggio così lungo, in stiva, che anche se pressurizzata rappresenta un grave pericolo per queste razze.

La Canadian Food Inspection Agency ha ora aperto un’inchiesta per comprendere come un fatto di questo genere sia potuto succedere. Senza che le autorità sanitarie del paese di destinazione fossero preventivamente avvisate di una spedizione di animali così particolare. Cinquecento cuccioli, spediti tutti in un solo blocco, rappresenterebbero un numero enorme anche per l’Europa.

500 bulldog francesi cuccioli spediti per essere venduti a caro prezzo nei negozi canadesi

Secondo il Washington Post che per primo ha dato la notizia, questi cuccioli in Canada possono raggiungere un valore molto alto, maggiore ancora di quello europeo. Nei negozi un cucciolo di bulldog francese può arrivare a costare fra i 4.500 e gli 8.000 dollari canadesi. Ragione che rende molto vantaggioso questo commercio, anche se dovesse arrivare morta la meta dei cuccioli.

Sono tante le compagnie aeree che rifiutano di far volare animali brachicefali, a muso schiacciato, anche in cabina con i passeggeri, sapendo quanto sia alto il rischio morte durante il volo. Per questo bulldog, carlini, shitzu e altre razze simili vengono deliberatamente lasciate a terra. Razze di animali maltrattati geneticamente, che esistono solo grazie a una selezione esasperata, quanto sbagliata.

Per le autorità canadesi questa importazione di cuccioli rappresenta anche un rischio sanitario, per la rabbia

I cuccioli, sul cui destino ci saranno notizie nei prossimi giorni, sono potenziali portatori di rabbia, provenendo da un paese, l’Ucraina, che non ha ancora sconfitto la diffusione del virus rabido. Un’ipotesi che in un periodo di pandemia ha messo in grande allerta le autorità sanitarie. Una spedizione comunque eccezionale ma non unica, considerando che da tempo anche il Nord America è diventato terra di conquisti per i trafficanti di cuccioli.

Secondo un rapporto delle autorità degli Stati Uniti, ogni anno sono importati circa un milione di cani. Un numero davvero importante, anche se molto più basso degli otto milioni di cuccioli che ogni anno arrivano nella vecchia Europa. Ma ora le autorità stanno pensando di riuscire a modificare le leggi per impedire che questo traffico possa crescere ancora. Con sofferenza per gli animali e rischi sanitari per gli uomini.

Molti paesi dell’Est, secondo il Washington Post che cita un rapporto di Dogs Trust, si stanno buttando in questo affare: Lituania, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Serbia,Romania e Ucraina. Profitti alti, rischi bassi e una rete capillare di piccoli allevatori che riforniscono trafficanti senza scrupoli. Fiancheggiati spesso da veterinari compiacenti e da funzionari pubblici corrotti. L’unico rimedio sarebbe quello di riuscire ad azzerare la domanda, convincendo gli acquirenti che queste scelte non sono meno immorali dei traffici messi in atto.