Basta gabbie negli allevamenti intensivi

Basta gabbie negli allevamenti intensivi, per garantire agli animali minori sofferenze durante l’allevamento.

Parte la raccolta di firme a livello europeo per chiedere alla Commissione di mettere in atto politiche che vietino l’allevamento in gabbia. Disumano e crudele verso gli animali.

La campagna #EndTheCageAge è stata lanciata in tutta Europa con l’obbiettivo di raggiungere un milione di firme. Obiettivo già raggiunto per la campagna #EndThePigPain, contro i maltrattamenti sui maiali.

Centinaia di milioni di animali ogni anno sono allevati in spazi minuscoli, dove fanno fatica a muoversi e dove trascorrono tutta la loro breve esistenza. Quella che al massimo in pochi mesi li porterà al macello. Dopo una vita terribile.

Ora in tutta Europa le associazioni si sono unite e ancora una volta hanno lanciato il guanto di sfida all’industria della carne e dei derivati. Per costringerla a modificare le politiche di allevamento, che negli anni hanno profondamente trasformato l’allevamento.

Certo la fine delle gabbie non significherà la liberazione degli animali dalla sofferenza. Non è l’obiettivo finale, ma rappresenta comunque una via possibile per imprimere un cambiamento. Per riportare condizioni di allevamento maggiormente rispettose degli animali. Una realtà che chiedono anche i consumatori.

Per capire su cosa si fonda la necessità assoluta di arrivare alla fine dell’allevamento in gabbia bisogna immedesimarsi. Nella vita degli animali allevati in queste condizioni. Bisogna capire la sofferenza e la paura che possono provare esseri viventi costretti a vivere a stretto contatto, in pochi centimetri quadrati.

Dobbiamo smettere di pensare che l’uomo possa gestire e usare gli altri animali come se fossero creature inanimate, insensibili, prive di una loro socialità, del bisogno di rapporti, prive di esigenze che sono invece parte della loro vita. Esseri viventi che a tratti amiamo e a tratti non amiamo più, non rispettiamo, accettiamo possano essere allevati in modo disumano.

I maiali, solo per fare un esempio, sono animali intelligenti e sensibili, capaci di stabilire relazioni con l’uomo. Provano, proprio come noi, noia e paura, soffrono per il dolore e sono afflitti da condizioni di vita dove spesso non hanno nemmeno lo spazio per coricarsi. Milioni di esseri viventi ogni anno sono allevati in questo modo.

Non esistono i maiali felici che campeggiano sui  camion dei salumifici, non esistono più i maiali che possono trascorrere una vita dignitosa sino al momento del macello. Inutile illudersi, inutile far finta di non vedere.

Per questo tutti, ma proprio tutti, hanno il dovere morale di firmare questa petizione che è ospitata sul sito di CIWF e di altre associazioni come ENPA (la petizione è qui), che servirà a dimostrare l’attenzione dei cittadini europei verso il problema. Fatelo subito e fate girare l’informazione. Più firme si raccolgono, meno tempo si impiega per farlo e più si abbrevia il tempo per rendere concreta questa possibilità.