Baby orangutan rapito

Baby orangutan rapito e trovato in valigia: ora è libero ma molti altri animali catturati e trafficati illegalmente non saranno altrettanto fortunati. La storia di Bon Bon, il nome dato al piccolo orango, ha commosso il mondo quando è stato ritrovato, sedato, dentro una valigia all’aeroporto di Bali.

La scimmia era stata trovata durante i normali controlli doganali dentro il bagaglio di un cittadino russo di 27 anni, Andrei Zhestkov, che era stato subito arrestato. L’uomo non aveva ovviamente giustificazioni per il possesso del cucciolo di orango di circa tre anni. Lo aveva comprato in un mercato a Sumatra, pagandolo circa tremila euro.

Se Bon Bon non fosse stato scoperto alla frontiera avrebbe passato la sua vita in cattività, in casa di qualche ricco cittadino russo. Fruttando probabilmente diverse decine di migliaia di euro a chi fosse riuscito a importarlo illegalmente in Russia.

Il baby orangutan rapito è potuto tornare nella foresta

La storia questa volta ha avuto un lieto fine, il piccolo orango a qualche mese di distanza dal suo rapimento, ha potuto tornare libero, nelle foreste dove era stato catturato. Consegnato a una riserva dell’isola di Sumatra Bon Bon potrà riprendere una vita normale con i suoi simili.

Il trafficante invece è stato condannato nel mese di luglio a un anno di carcere, una pena mite rispetto alla gravità del reato commesso. Le organizzazioni che si occupano della tutela di questi primati stimano che ogni anno circa mille di loro vengano sottratti all’ambiente. Gli orangutang sono animali in grave pericolo di estinzione, a causa del bracconaggio e della deforestazione.

Le coltivazioni di palma da olio stanno distruggendo le foreste pluviali nelle quali vivono gli oranghi, mettendo a repentaglio la loro sopravvivenza. Come se questo non bastasse queste scimmie sono anche molto richieste come animali da compagnia. C’è un grande commercio illegale di oranghi specialmente verso i paesi orientali, nonostante siano specie protette dalla CITES.

Il commercio illegale e la riduzione degli habitat sono la principale causa di declino degli oranghi

Le grandi scimmie antropomorfe come gli oranghi, i gorilla e gli scimpanzé sono in grave pericolo e si fa ancora troppo poco per difenderle. Continuando a distruggere le foreste, per il legname e per avere sempre nuove terre da destinare all’allevamento, la loro scomparsa sarà questione di qualche decennio. Rischiando che possano sopravvivere solo piccole popolazioni limitate, entro i confini dei parchi e delle aree protette.