Animali umani e non umani

Animali umani e non umani vanno sempre rispettati in quanto esseri viventi. Bisognerebbe partire cercando le identità comuni, cosa ci unisce e non cosa ci separa. Il rispetto e la dignità sono concetti inalienabili.

Il diritto al rispetto non deve per forza significare l’intangibilità della vita: l’esempio ce l’hanno trasmesso i nativi americani. Che provavano grande rispetto e devozione anche per gli animali che avevano ucciso.

Tutto il mondo umano ruota intorno alla morte, all’uccisione, come se la privazione della vita fosse l’azione peggiore. Solo perché senza ritorno, ma forse solo perché la morte rappresenta la più grande paura umana. Il concetto di “mai più” sgomenta l’uomo e lo porta alla creazione di alternative, a credere in un mondo oltre la vita. Che, comunque vada, non ci deve far dimenticare i doveri della vita in questo mondo.

Personalmente non credo che la vita debba essere il cardine di tutti i nostri ragionamenti. Forse questo sentire racchiude invece la casa di tutte le nostre paure. E delle giustificazioni che ci consentono di difendere questo bene, considerandolo supremo, spesso soltanto se ci riguarda. Con grande egoismo e senza condivisione.

Vale di più la qualità della vita o l’essere vivi?

Qualcuno può davvero credere che un’esistenza di sofferenza abbia un valore meno importante della vita stessa? Possiamo affermare che un’esistenza miserevole, senza diritti, piena di solitudine e patimenti possa avere un peso meno importante rispetto alla morte? In nome della speranza di un cambiamento radicale della vita, che però troppo spesso non arriva.

Esiste una persona che possa provare empatia e commuoversi attraversando la sofferenza animale e restare indifferente di fronte alla disperazione di un bimbo? Se la risposta fosse positiva, per il mio personale sentire, si dovrebbe soltanto riflettere, prendendo in prestito un pensiero di Goya, sul fatto che il sonno della ragione generi mostri.

Se ci sono davvero umani che si commuovono vedendo un animale sofferente e restano indifferenti di fronte a un Mediterraneo che è diventato una bara liquida qualcosa si è corrotto. La nostra umanità si è perduta. Rischiando di trascinarci verso un gorgo del quale non conosciamo la profondità.

Empatia e compassione, rispetto e aiuto sono gesti e sentimenti che dovrebbero sgorgare da ogni essere umano. La nostra capacità di sentire, di commuoverci, di creare rapporti, di scrivere, di raccontare, di provare emozioni va in questa direzione. L’esistenza in vita, di qualunque essere vivente, parla di meraviglie e deve essere vista come un dono complessivo, fatto di tessere interconnesse. Come la catena di un DNA planetario.

Il rispetto per uomini e animali migliorerà le nostre società

Il rispetto verso gli animali non è meno importante di quello verso gli uomini e viceversa. Questo pensiero deve accompagnarci e farci prendere consapevolezza che siamo tanti singoli, ma con esigenze comuni e relazioni che non si possono interrompere. Abitiamo lo stesso pianeta, dividiamo gli stessi mare e respiriamo tutti la stessa aria.

Navighiamo e spesso viviamo sulla rete, scordandoci che i nostri piedi devono appoggiare sulla Terra e comprendere che questo, ci piaccia o meno, rappresenta l’unico vero patrimonio di tutti gli esseri viventi. Non valgono le proprietà e le ricchezze, dobbiamo alimentare il rispetto e l’empatia. Per vedere il futuro, ma anche per poter avere un futuro.

Amo scrivere di diritti animali, credo che la crescita del rispetto nei loro confronti contribuisca a migliorare noi uomini così imperfetti, corrosi da avidità e egoismi. Ma amo anche gli uomini, qualsiasi colore della pelle abbiano, qualsiasi religione professino purché siano portatori di valori positivi e mostrino rispetto gli uni per gli altri.

Forse per questo non sono spaventato da una società colorata ma sono terrorizzato da una società egoista. Dove nessuno si commuove più e dove l’odio e l’aggressività siano diventati l’unico modo, di troppi, per rapportarsi. Anche solo per questo credo valga la pena di scrivere e di comunicare spunti di positiva riflessione.